Donne di successo… Anna Ruggi e Ceramiche Brennero, Carlotta Bevilacqua e Artemide, Fabiana Scavolini di Scavolini, Silvana Annichiarico e Triennale Design Museum, Patricia Urquiola.

 

Cosa possono avere in comune un architetto, una designer, un’imprenditrice, un amministratore delegato ed una direttrice di museo? Semplice: sono donne e di successo, ma andiamo con ordine.

Se per molto studiosi e ricercatori (come Enzo Finzi, sociologo e giornalista) il cosiddetto Italian Style, ovvero “acquistare, tramite il prodotto, una particolare esperienza, un particolare mondo, uno stile di vita impareggiabile e probabilmente inimitabile”, è il motivo per cui il Design italiano resta ancora quello maggiormente quotato a livello mondiale, alcune delle aziende italiane più influenti di questo settore hanno chiuso il 2016 con straordinari risultati in termini economici, produttivi e creativi.
Il dato interessante, e qui ritorniamo all’interrogativo iniziale, è che queste eccellenze siano frutto di collaborazioni o di gestioni tutte al femminile. È il caso di Ceramiche Brennero, storica azienda ceramica che da oltre un ventennio è condotta con passione ed energia dall’instancabile Anna Ruggi, presidente dell’azienda, da sempre in prima linea, a partire dalla creazione del prodotto.
Possiamo proseguire parlando di Artemide, altra storica azienda che vanta collaborazioni con Gio Ponti, Vico Magistretti e Michele de Lucchi. Vicepresidente e designer a tutti gli effetti è Carlotta Bevilacqua, moglie del fondatore Ernesto Gismondi. Progettista vulcanica e imprenditrice di successo è un’infaticabile produttrice di idee, che ha saputo ascoltare e capire il talento di grandi designer.
E ancora, tra queste eccellenze, Fabiana Scavolini, ora amministratore delegato di Scavolini, in azienda dal 1995 dove ha iniziato a lavorare occupandosi di marketing: “Il trend di crescita (…) ci fa intravedere una chiusura d’anno più che positiva, a conferma della nostra posizione di leadership del settore”.

Al ruolo delle donne nel mondo del Design crede fermamente Silvana Annichiarico, direttrice del TDM-Triennale Design Museum, tanto da dedicare a questo tema la mostra W.Woman in Italian Design, che mirava a quantificare l’impegno femminile nella storia del Design. “C’è nei progetti un’intrinseca fragilità, una flessibilità d’uso, un’attenzione alla quotidianità che rispecchiano empatia. Del resto, sono caratteristiche che si riscontrano parlando con le designer di oggi (…)”. Lo conferma Patricia Urquiola, diventata un’icona del design contemporaneo e dell’Italian Style nonostante le sue origini spagnole. È convinta che i vivai di nuove idee si trovino dovunque ci siano contraddizioni, problemi, difficoltà; perché la diversità può creare problematiche iniziali, ma alla fine arricchisce. Il design del futuro, sostiene la designer, sarà fatto da produzioni seriali personalizzabili, affiancate da alto artigianato, in grado di dare risposte individuali all’interno di una cornice più grande.

Forza, fascino, austerità e sensibilità artistica erano i tratti distintivi di Zaha Hadid, l’architetto considerato un “esempio per le donne” per la sua tenacia e per il suo impegno nel mondo dell’architettura, un settore ancora prevalentemente maschile dove è difficile affermarsi. Prima donna ad essersi aggiudicata i premi Pritzker, Imperiale e Stirling, Zaha Hadid è considerata una degli architetti più influenti degli ultimi decenni e proprio in Italia nel 2016, suo ultimo anno di vita, ha lasciato alcune delle più interessanti opere, tra torri, residenze e progetti di disegno industriale per importanti aziende italiane.

E se queste donne possono considerarsi il simbolo dell’apporto femminile nel mondo dell’architettura, del design e della cultura, restano aperte grandi aspettative per il futuro: il successo che accomuna questi volti e che rafforza immagine e contenuti dell’Italia nel mondo, non è semplicemente una combinazione di sensibilità femminile e fortuna. Il successo è frutto di determinazione, tenacia, passione, competenza e grande creatività; è il lavoro di chi pensa che lo spazio per crescere non manchi, se non manca il coraggio di fare qualcosa di nuovo, perché il Design al femminile non esiste, esiste solo il talento che non ha genere.

 

Alice Beltrami

Alice Beltrami

Alice Beltrami, classe 1987, ha studiato presso la facoltà di Architettura di Ferrara. È Architetto e Designer specializzata in progettazione ed allestimento di spazi commerciali: ha collaborato con studi di architettura, aziende ceramiche e attualmente lavora per un brand di abbigliamento. Appassionata di design, arte, grafica e architettura, segue con interesse eventi ed attività di settore.
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Alice Beltrami, classe 1987, ha studiato presso la facoltà di Architettura di Ferrara. È Architetto e Designer specializzata in progettazione ed allestimento di spazi commerciali: ha collaborato con studi di architettura, aziende ceramiche e attualmente lavora per un brand di abbigliamento. Appassionata di design, arte, grafica e architettura, segue con interesse eventi ed attività di settore.